Perché è stata necessaria una cena riparatrice tra Bossi e i romani

I giornalisti di regime, gli agitatori comunisti con la penna in mano, come sappiamo seguono 24 ore su 24 Bossi, Berlusconi, Maroni etc., sempre pronti a carpire una frase per creare “il caso del giorno”.

I tromboni iniziano allora a suonare “Maroni ha detto…”, “Bossi ha affermato”, “Pare che Berlusconi abbia detto che…”

Stavolta gli agitatori cercano di mettere zizzania tra Lega e PdL e tra nord e romani.

Hanno evidentemente imparato la lezione del “Divide et Impera”.

Come fanno? Il sistema è semplice, si decontestualizza una frase e gli si da un valore assoluto, buono per il titolone di turno di Repubblica, de La Stampa, dell’Ansa, di Virgilio…(e ci sorprende che Alemanno cada nei palesi trabochetti degli agitatori comunisti con la penna in mano…ma come sappiamo, nessuno è perfetto).

Allora, contestualizziamo la frase di Bossi che, si badi bene non ha detto che “i romani sono porci” ma che “al nord dicono SPQR, sono porci questi romani”

http://www.youtube.com/watch?v=eXQJm8DTHSY

Argomento della discussione è il Gran Premio di Formula 1 che qualcuno ha ipotizzato potesse corrersi all’Eur (una follia, per chi conosce Roma) scippandolo a Monza.

Intervenendo sulla questione il leader della Lega ha dichiarato: “I romani se lo possono dimenticare, Monza non si tocca e a Roma possono correre con le bighe…basta con il Senatus Popolusque Romanus, qui al nord dicono SPQR, sono porci questi romani”.

Ma Bossi non ha inventato nulla, per quanto io ne sappia, la frase, conosciutissima tra i romani, l’ha inventata Mario.*

Mario, eravamo bambini, me lo spiegò circa 30 anni fa, quando gli chiesi il significato di SPQR, stampigliato su tutti i tombini ( i chiusini, per i non romani) di Roma: “Sono Porci questi Romani!” esclamò Mario. Mario era laziale…

All’epoca lo sfottò di quella traduzione di SPQR da parte dei laziali indirizzato ai tifosi romanisti, era piuttosto comune…

Per i cinefili invece citiamo la citazione di SPQR tradotto come “Sono Porci Questi Romani” in un film dei Vanzina del 1994 dal titolo “SPQR 2000 e mezzo anni fa”, ma anche nell’ultimo film di Julia Roberts, “Mangia prega ama”, girato a Roma.

E, lo sappiamo, quando Bossi parla di Roma e di Roma Ladrona, non parla dei Romani, ma semmai della casta dei politici di sinistra che a Roma vive, quella sinistra che ha malgovernato Roma per 16 anni.

E perché i giornalisti del regime hanno dato tanto risalto ieri alla notizia? Semplice, oltre a mettere zizzania, dovevano fare in modo che la notizia dell’arresto di un pezzo grosso del PD, non venisse alla ribalta delle cronache.

 

http://italiasovietica.wordpress.com/2010/09/29/abbiamo-scoperto-perche-i-giornalisti-sovietici-hanno-alzato-il-polverone-su-bossispqr/

p.s.  In realtà non l’ha inventata Mario, già nel XV° secolo si conosceva l’espressione Sono Porci Questi Romani

Dimme, retorico et humanista, che significano quelle IV lettere poste ne l’insegna romana et per lor stendardi cioè S.P.Q.R.? Dirai: “sono porci questi romani”; o vero, interrogative: “sozzi, porci, que rodete?”

http://blog.sortilegio.net/2009/06/22/gli-indovinelli-del-primo-libro-di-magia-xv-sec/

COME SI VOTA NEL LAZIO.

1) TRACCIARE UNA CROCE SUL SIMBOLO LA DESTRA

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2) SCRIVERE STORACE

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3) TRACCIARE UNA CROCE SUL NOME RENATA POLVERINI

 

Non devono chiudere siti e commenti che inneggiano alla violenza ed esaltano l’aggressione a Berlusconi.

Non si devono chiudere siti e commenti che inneggiano alla violenza ed esaltano l’aggressione a Berlusconi: si devono individuare i criminali che ci sono dietro.

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In data odierna AIN ha sporto formale denuncia alla Polizia postale per violazione dell’articolo 414 comma 3° del Codice Penale (apologia di delitti) per individuare chi si cela dietro alcuni commenti, siti, blog.

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Lettera inviata al Direttore del TG1 Minzolini.

 

I nostri complimenti al nuovo Direttore, che non ha lasciato spazio alle bufale e malignità non provate come sempre diffuse da Repubblica del comunista Scalfaro e di proprietà di De Benedetti, acerrimo nemico di Berlusconi, quindi fonte non attendibile, nonché da Espresso, il settimanale sessantottino che ha una lunga storia di linciaggi mediatici, a iniziare da quello tristemente noto del Commissario Calabresi.
 
E’ buffo…se una notizia – anzi, una bufala - la scrive Repubblica, la sinistra pretende, con la classica protervia, che la bufala venga diffusa da tutti i tg nazionali…

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Dubitiamo sarebbero altrettanto pronti a strapparsi i capelli se una notizia pubblicata dal Giornale o da Libero che riguarda il PD non fosse riportata dai tg…
 
Siamo certi, grazie alla campagna su internet, che avrà ricevuto molte email di protesta, dai soliti “indignati” a corrente alternata: le ignori, sappia che si tratta di una minoranza rumorosa, che ha la libertà di guardare le notizie date dalla sinistra, come vuole lo spettatore di sinistra, sul TG3 o sulle 24 ore al giorno di news di RAInews 24 e anche quelle di Santoro, Vauro, Travaglio, Floris, Fabio Fazio, Annunziata, Gabanelli, Mineo, Ghezzi, Dandini, Litizzetto, Augias, Mineo, Di Bella, di Anno Zero, Ballarò, Che Tempo che fa, in Mezz’ora, Blob,  Report, Le Invasioni Barbariche, Parla con me e le altre trasmissioni “progressiste”.

 
Grazie e buon lavoro.

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La Redazione di AIN

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Franceschini: «È un segnale chiaro, comincia il declino della destra»

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SOTTO LA GUIDA DI FRANCESCHINI E DI REPUBBLICA, PD AL 25%, LA PERCENTUALE PIU’ BASSA MAI RAGGIUNTA DAL MAGGIOR PARTITO DI SINISTRA.

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Blode Ziege !! Ich verstende nicht, tut mir lied, ich weiBe nicht. Verdammt !!!

La Repubblica nasce ad opera di Eugenio Scalfari, già direttore del settimanale L’espresso, noto per la campagna stampa contro il Commissario Calabresi.

 

L’editore è Carlo Caracciolo (proprietario de L’Espresso).

 

Durante i primi due anni di vita il quotidiano crea il suo pubblico, ondeggiando tra la sinistra extraparlamentare e il PCI

 

Collaborano con Repubblica Gianni Rocca, Giorgio Bocca, Sandro Viola, Mario Pirani, Miriam Mafai, Barbara Spinelli, Natalia Aspesi, Enzo Biagi.

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Alla fine degli anni ’80, Carlo Caracciolo ed Eugenio Scalfari (principali azionisti del gruppo Espresso) vendono tutte le loro quote a Carlo De Benedetti.

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Questi, già importante azionista della Mondadori , porta il gruppo Espresso in dote alla casa editrice milanese di cui punta a diventare, acquistando i pacchetti in mano agli eredi di Arnoldo Mondadori, azionista di maggioranza.

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Gli sbarra la strada Silvio Berlusconi aprendo quella che passerà alla storia come la “guerra di Segrate”. (Berlusconi manderà poi a monte a De Benedetti anche l’affare SME che gli proponeva Prodi)

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A De Benedetti finiscono La Repubblica, L’Espresso e tutti i quotidiani locali, a Berlusconi la Mondadori che edita solo libri e riviste, ma non quotidiani.

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Il 14 gennaio 1997 viene lanciata l’edizione on-line del quotidiano Repubblica.it  poi affermatosi come il principale sito d’informazione italiano.

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Ho fatto parte del Partito comunista italiano. Ho vissuto il male sino in fondo. Un passato fallito. E che minaccia il presente.

Ho vissuto per oltre 25 anni all’interno di una Ideologia, in una delle sue versioni più drammatiche, attivistiche, dottrinarie.

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Dal 1948 al 1968 ho fatto parte del Partito comunista italiano, del suo massimo pensatoio e dirigenza ossia della Nomenklatura comunista, nella sua confessione togliattiana.

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Sono stato membro del suo Comitato centrale, Sindaco di Portici, Deputato alla Camera per vent’anni.

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In quella ideologia ho militato con convinzione, allora con calore e ardore.

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Ho visto da vicino, ogni giorno, il volto e la maschera di una cultura e di una Ideologia autoritaria e costrittiva, che non può essere obliterata e che lascia un segno di memoria e di trauma.

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Ho vissuto il male dell’Ideologia sino in fondo.

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Ma proprio dal fondo dell’errore, ho ricevuto una spinta, un recupero, un desiderio del bene e della Verità, ho sentito, se così posso dire, il profumo della Bellezza.

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Di questo passato, io non mi assolvo.

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Ne vedo gli errori, le responsabilità personali e collettive, ne porto il peso materiale e morale.

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Non mi assolvo, ma neppure mi fustigo sterilmente.

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Di tutti i diritti di cui disponiamo, io non posso avere il diritto di tacere.

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Scrivo libri, ragiono, discuto, mi confronto per capire e giudicare, per suggerire i temi di un dialogo liberatorio, necessario e durevole.

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Un passato fallito. E che minaccia il presente.

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Massimo Caprara

http://www.tempi.it/evidenza/006966-da-palmiro-nicodemo.

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